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Autismo, una battaglia che non affronto più da sola

Alessandra, 38 anni.

Mi chiamo Alessandra, ho 38 anni e vivo a Scafati, in provincia di Salerno. Sono sposata ed ho due figli gemelli di 6 anni, uno dei quali è affetto da disturbi dello spettro autistico.

Mio marito ed io non ci siamo resi conto subito della problematica, anche perché, come ogni genitore alle prese con i suoi primi figli, non sapevamo quali fossero i comportamenti del nostro bambino che avrebbero dovuto farci insospettire. Ma con il passare del tempo sono emersi sguardi, atteggiamenti ed azioni differenti rispetto a quelli dell’altro bambino, che ci hanno fatto ovviamente preoccupare. Molti i centri che abbiamo consultato, tante le visite specialistiche alle quali si è sottoposto il nostro piccolo. Ma la diagnosi definitiva è arrivata solo quando il bimbo aveva già compiuto 3 anni.

Non è possibile spiegare cosa si prova quando senti pronunciare una diagnosi simile per tuo figlio. È una mazzata che ti stordisce e ti atterra. Impossibile da accettare e metabolizzare. Ma prendere atto della situazione e provare a reagire è il primo indispensabile passo per iniziare ad aiutare il tuo piccolo.

Ed in questo tunnel apparentemente senza uscita è per fortuna spuntata all’improvviso una luce. Durante un incontro di presentazione del servizio di assistenza scolastica specialistica erogato presso il II Circolo Didattico di Scafati dalla Cooperativa Sociale “Insieme a Piazza San Giovanni”, ho avuto modo di parlare con la Responsabile della Cooperativa e con alcuni membri dello staff che si sarebbero occupati della realizzazione delle attività. Ho subito riscontrato molta disponibilità da parte di tutta l’equipe ed ho immediatamente avvertito un senso di accoglienza e comprensione per i problemi affrontati quotidianamente da me e dalla mia famiglia.

Dopo qualche giorno mi sono recata di persona presso la sede operativa della Cooperativa. Il primo impatto è stato quello di trovarmi in un ambiente familiare e non asettico, tipico della maggior parte dei centri dove, quasi quotidianamente, mi ritrovavo con mio figlio. Ho avuto modo di constatare da vicino gli spazi in cui la Cooperativa svolge i suoi servizi e di vedere come lo staff lavora con bambini affetti da diverse patologie.

Le prime impressioni sono state avvalorate dal tempo, che ha confermato la bontà della nostra scelta di affidarci con fiducia all’equipe di “Insieme a Piazza San Giovanni”. L’aspetto più importante per noi genitori è stato quello di trovare persone in grado di comprendere i nostri stati d’animo e di guidarci verso il percorso migliore da seguire per nostro figlio. Altrettanto fondamentale è stata la capacità mostrata da tutto lo staff di confrontarsi e collaborare con i centri specialistici in cui nostro figlio svolge attività di riabilitazione psicomotoria e logopedia.

Quanto al mio bambino, è impegnato in tante attività, individuali e di gruppo, tra cui i campi estivi per “bambini speciali”, i laboratori natalizi e lo spazio multisensoriale. È seguito assiduamente e ciò lo gratifica, perché lui ama ricevere tante attenzioni. Senza dimenticare che il supporto ricevuto ci ha anche consentito di gestire meglio la giusta richiesta di attenzioni da parte dell’altro nostro bambino, sul quale inevitabilmente gravava il peso di questa situazione, perché finiva involontariamente con l’essere trascurato. Un peso che ora si è molto alleggerito.

Non posso che ringraziare di cuore la Cooperativa “Insieme a Piazza San Giovanni”, dalla quale ho avuto e continuo a ricevere supporto, appoggio morale ed “accoglienza” in tutte le scelte da fare. La qual cosa mi fa sentire sollevata e, soprattutto, non più sola. Avverto insomma la presa in carico non soltanto del mio bambino, ma pure di me stessa. Anche grazie ad esperti che mi hanno insegnato come comportarmi nelle incombenze quotidiane che pesano su una famiglia con un bambino “speciale”. Io e la mia famiglia, quindi, abbiamo vissuto e stiamo continuando a vivere un’esperienza positiva, che consiglierei a tutte le mamme che si sentono disorientate in un momento così particolare, unico e complicato quale la crescita dei propri figli e l’essere genitore, soprattutto di un bambino con disabilità.

Non bisogna aver paura o vergogna di chiedere aiuto. Non ci si deve rinchiudere nella propria disgrazia. Così facendo non aiuti né il tuo bambino, né te stesso e la tua famiglia. Poter contare, invece, sul sostegno di persone esperte nell’affrontare tali situazioni ti dà tanta forza. Inoltre, condividere i propri problemi e le proprie esperienze positive può rappresentare un aiuto importante per chi si ritrova a vivere questo dramma. Potrebbe essere il primo passo di un percorso sofferto e difficile, da affrontare con grande volontà e soprattutto con il supporto delle persone giuste.

La cooperativa
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Insieme a Piazza San Giovanni

Via D'Anna, n. 40Angri (SA)

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